Scoliosi e corsetto: perché l’aderenza fa la differenza

La terapia con corsetto rappresenta uno dei pilastri del trattamento conservativo della scoliosi idiopatica adolescenziale (AIS). Tuttavia, da decenni sappiamo che l’efficacia del corsetto non dipende solo dal tipo di dispositivo o dalla sua progettazione, ma soprattutto da quanto e come viene indossato.

Un recente studio pubblicato sul Journal of Clinical Medicine ha fornito nuove e solide evidenze su questo tema, analizzando in modo oggettivo il rapporto tra aderenza al trattamento e risultati radiologici, grazie all’utilizzo di sensori termici integrati nel corsetto.


Perché l’aderenza al corsetto è così importante

Nella pratica clinica, il tempo di utilizzo del corsetto viene spesso stimato attraverso il racconto del paziente o della famiglia. Questo approccio, seppur comprensibile, è soggetto a errori e sovrastime. Numerosi studi hanno dimostrato che l’aderenza riferita è spesso superiore a quella reale.

L’aderenza non riguarda solo il numero totale di ore al giorno, ma anche:

  • la regolarità dell’uso
  • la continuità nel tempo
  • la capacità di mantenere le indicazioni prescritte nei diversi momenti della giornata

Lo studio: monitorare l’uso reale del corsetto

Lo studio ha analizzato 114 adolescenti in accrescimento con scoliosi idiopatica, trattati con corsetto rigido 3D dotato di sensori termici. Questi dispositivi consentono di registrare in modo oggettivo e continuo il reale tempo di utilizzo del corsetto.

I pazienti sono stati seguiti per 6 mesi, valutando:

  • l’aderenza media giornaliera
  • la variabilità dell’uso
  • i cambiamenti radiologici, in particolare l’evoluzione dell’angolo di Cobb
Sensore termico per il monitoraggio dell’aderenza al corsetto nella scoliosi
Sensore termico utilizzato per monitorare in modo oggettivo il tempo di utilizzo del corsetto nella scoliosi idiopatica adolescenziale. https://www.mdpi.com/2077-0383/14/24/8648

Risultati principali

I risultati dello studio sono chiari e clinicamente rilevanti:

  • Maggiore aderenza = migliori risultati radiologici
  • I pazienti con un utilizzo più costante del corsetto hanno mostrato una migliore correzione o stabilizzazione della curva
  • Non conta solo il numero medio di ore, ma anche la costanza nell’indossare il corsetto giorno dopo giorno
  • I sensori termici hanno permesso di identificare pattern di utilizzo difficilmente rilevabili con i metodi tradizionali

In altre parole, l’efficacia del corsetto nella scoliosi non è teorica, ma strettamente legata al comportamento reale del paziente.


Cosa cambia nella pratica clinica

L’introduzione di strumenti di monitoraggio oggettivo apre scenari importanti:

1. Comunicazione più efficace

I dati oggettivi facilitano il dialogo tra medico, paziente e famiglia, riducendo conflitti e incomprensioni.

2. Personalizzazione del trattamento

È possibile adattare la prescrizione e il supporto educativo in base al reale comportamento del paziente.

3. Maggiore consapevolezza del paziente

Sapere che l’uso è monitorato aumenta spesso la responsabilizzazione e l’aderenza.


Un messaggio chiave per pazienti e famiglie

Il corsetto funziona, ma solo se viene indossato nel modo corretto e per il tempo necessario. La tecnologia non serve a “controllare”, ma a supportare il percorso terapeutico, rendendo il trattamento più trasparente ed efficace.


Domande frequenti sul corsetto per la scoliosi

Il corsetto funziona davvero nella scoliosi?

Sì. Le evidenze scientifiche dimostrano che il corsetto è efficace nel ridurre il rischio di progressione della scoliosi idiopatica adolescenziale, a condizione che venga indossato per il tempo prescritto.

Quante ore al giorno va indossato il corsetto?

Il numero di ore varia in base al tipo di scoliosi, all’età e al rischio di progressione. In generale, una maggiore aderenza è associata a risultati migliori, come confermato dallo studio basato su sensori termici. Sappiamo che per avere buone probabilità di successo, in partenza i dosaggi dovrebbero essere oltre le 20 ore al giorno, solo in casi particolari 18 ore possono essere sufficienti.

Cosa succede se il corsetto non viene indossato con costanza?

Un utilizzo irregolare riduce significativamente l’efficacia del trattamento e aumenta il rischio di peggioramento della curva nel tempo.

I sensori nel corsetto sono sicuri?

Sì. I sensori termici sono dispositivi passivi, sicuri e non invasivi, utilizzati esclusivamente per monitorare in modo oggettivo il tempo di utilizzo del corsetto.


Conclusioni

Questo studio fornisce una conferma scientifica robusta di ciò che l’esperienza clinica suggerisce da anni: l’aderenza è uno dei fattori determinanti nel successo del trattamento con corsetto nella scoliosi idiopatica adolescenziale.

L’integrazione di sensori termici e strumenti di monitoraggio oggettivo rappresenta un passo avanti verso una gestione più moderna, personalizzata e basata su evidenze del trattamento conservativo della scoliosi.


Autore e affidabilità delle informazioni

Dr Fabio Zaina
Medico specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa
Esperto internazionale nel trattamento conservativo della scoliosi
Membro di ISSLS e SOSORT
Autore di numerose pubblicazioni scientifiche indicizzate

Ultimo aggiornamento: dicembre 2025


Riferimento scientifico

Adherence and Radiological Outcomes in Braced Adolescents with Idiopathic Scoliosis: A Real-World Study Using Thermal Sensors. Journal of Clinical Medicine, 2025.


Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce il parere medico specialistico.