Lombalgia

lombalgia Cos’è

Il mal di schiena (lombalgia) è un disturbo molto frequente, soprattutto nelle società industrializzate. Circa l’80% delle persone sono destinate a sperimentarlo almeno una volta nella vita. Si tratta di un dolore nella parte bassa della schiena, localizzato tra la regione dove finiscono le coste verso il basso fino ai glutei.

Quasi tutti, però guariscono in periodo di tempo variabile tra i pochi giorni e un mese circa. La guarigione è spontanea, perché il mal di schiena è autorisolvente nella stragrande maggioranza dei casi. Solo il 5% dei pazienti con mal di schiena non riuscirà a guarire andrà incontro alla cronicità, ovvero al persistere dei sintomi.

Ho mal di schiena, devo andare dallo specialista?

In caso di mal di schiena acuto (quello che dura da meno si 1 mese), la visita del medico di base è più che sufficiente per escludere problemi più gravi. Non occorre pertanto rivolgersi allo specialista, perché il medico di base, conoscendo bene la storia del paziente, sarà in grado di valutare la situazione e rassicurare adeguatamente dopo aver escluso la presenza di problemi seri.

Devo fare la risonanza o ci sono altri esami?

Nel primo mese non occorre fare esami strumentali a meno che il medico di base abbia sospetti particolari. Se la lombalgia non passa in un mese, è opportuno fare una radiografia. Questa è sufficiente per completare il quadro e confermare la diagnosi. La risonanza è indicata solo se si sospetta un’ernia discale sintomatica, cioè in presenza di un dolore lungo una gamba oltre il ginocchio fino al polpaccio e al piede. Negli altri casi (che sono la maggior parte) non fornisce indicazioni utili. Perché? Perché nella risonanza e nella TAC vengono riscontrate sempre delle piccole anomalie, che il radiologo ha l’obbligo di descrivere nel referto. Queste piccole anomalie generalmente non sono collegate ai sintomi, ma hanno l’effetto di spaventare molto i pazienti, che pensano di avere la schiena rovinata! Molti studi hanno persino documentato che chi fa la risonanza guarisce più lentamente dal mal di schiena, proprio per la paura suscitata dal referto.

Come mi posso curare?

In fase acuta i farmaci anti infiammatori sono considerati il trattamento più idoneo come rapporto costi/beneficio. Questi servono solo a ridurre i sintomi in attesa della guarigione spontanea. Se gli antinfiammatori non funzionano, si possono provare i cortisonici, ed eventualmente i miorilassanti ad azione centrale. Il punto fondamentale è cercare di stare attivi ed evitare per quanto possibile il riposo a letto: questo permette di ridurre i tempi di recupero. Una terapia utile se la lombalgia persiste per più di 2 settimane è rappresentata dalle manipolazioni. È fondamentale però che sia stata prima fatta una diagnosi medica accurata perché le manipolazioni hanno delle precise controindicazioni.

Se il dolore dura per più di un mese (lombalgia subacuta)è probabile che ci siano dei fattori che ne rallentano o impediscono la risoluzione. In tal caso è opportuno sottoporsi a una terapia più mirata, volta a individuare questi “fattori di cronicizzazione” e a risolverli. Nei casi che durano da mesi o anni (lombalgia cronica) la completa guarigione è possibile solo nel 5% dei casi. Il trattamento più efficace secondo i dati oggi disponibili è rappresentato dal trattamento cognitivo-comportamentale con esercizi, che permette di ridurre l’impatto negativo della lombalgia nella vita di tutti i giorni, di migliorare la qualità di vita e di ridurre il dolore. Molte terapie comunemente proposte non sono invece supportate dai dati: è il caso soprattutto delle terapie fisiche (TENS, laser, ultrasuoni, Tercarterapia, ionoforesi).


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